24/07/2011

Quei filmini porno girati in classe mentre il prof spiega

Il sesso? A scuola non è tabu e certamente non per presunte lezioni di educazione sessuale all’interno degli istituti. Scrive Antonio Crispino sul Corriere della Sera (e correda il tutto con un video consultabile sul sito del giornale) che sono sempre più i giovani che, nelle scuole, realizzano con i telefonini filmati ai limiti del pornografico.Non a caso, spiega uno studio dell’Istituto superiore di Sanità evidenzia che “l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata a 13 -14 anni”. Se a questo aggiungiamo l’aiuto della tecnologia la frittata è fatta, e la scuola non si salva. Anzi.Il Corriere raccoglie la testimonianza di Andrea, 16 anni. Per la precisione raccoglie la “testimonianza” del suo telefonino, un modello con videocamera, pieno di filmati erotici girati a scuola. In uno, scrive Crispino, c’è una studentessa che sollecitata dai compagni alza la maglietta e mostra il seno per mostrare a tutti che non è rifatto. In un secondo filmato una ragazza mima un rapporto sessuale orale con un compagno e lo fa, spiega il Corriere, in modo realistico. Ancora più inquietante il terzo filmato: qui si vede addirittura il professore che spiega. Agli ultimi banchi, però, una studentessa pensa a tutt’altro, impegnata in un’attività molto manuale e assai poco intellettuale.Per il garante della Privacy Francesco Pizzetti “questi ragazzi non conoscono i rischi rilevanti di un comportamento del genere. Devono essere consapevoli che un domani questi video potrebbero essere conosciuti dal datore di lavoro, dal padre del ragazzo con cui vorrebbero fidanzarsi o il fidanzato stesso. Dalla rete è difficile se non impossibile eliminare un documento”. Per ora, però, i ragazzi coinvolti non sembrano preoccuparsene granché. Così, la possibilità che uno dei filmati in questione finisca su un sito porno, sul video del Corriere, diventa oggetto di battuta. Fino a che, come diverse volte accade, non succede davvero.

 

Il mercato dei video hard
delle compagne di classe

 

Spogliarelli e sesso in aula: i ragazzini si riprendono con i telefonini, si scambiano i video e li vendono in rete

il garante della privacy: «NON SI RENDONO CONTO DEI GRAVI RISCHI CHE CORRONO»

Il mercato dei video hard  delle compagne di classe

Spogliarelli e sesso in aula: i ragazzini si riprendono con i telefonini, si scambiano i video e li vendono in rete I video hard in classe 

 


Antonio Crispino

 

I minori e il sesso, un rapporto sempre più precoce e spregiudicato che passa attraverso telefonini e web. Televisione, internet, social network, videoclip. Tutto sembra accelerare la maturazione sessuale dei ragazzi. Uno studio dell'Istituto superiore di Sanità evidenzia che «l'età del primo rapporto sessuale si è abbassata a 14-16 anni». A metà degli anni 70 raggiungeva a malapena i 20-21 anni. Ma i ragazzi d'oggi al desiderio preferiscono molto spesso l'ostentazione. Così il telefonino diventa l'occhio del loro Grande Fratello.
Abbiamo incontrato Andrea, 16 anni, studente di un liceo scientifico del nord Italia. Mostra alle nostre telecamere tutti i suoi video con un certo orgoglio. Ci spiega che alcuni li gira lui stesso e poi li usa come merce di scambio con i coetanei. Una volta erano le figurine Panini ora sono i video hard delle compagne di classe. In uno di questi è protagonista una ragazzina di 14 anni. In aula il prof non c'è ancora e Maria, nome di fantasia, accetta la sfida dei suoi compagni: «Facci vedere se il tuo seno è rifatto». In pochi istanti la classe la circonda, tutti con il telefonino in mano pronti a immortalare lo strip tease che la ragazza ripete due, tre , quattro volte, tra le risate compiaciute dei suoi amici. Lei stessa ride e fa saluti da vera star. Per Andrea sembra tutto normale anche quando ci mostra una ragazza che, seduta dietro al suo banco, simula - ma neanche tanto - sesso orale con il compagno di scuola. Nel video seguente si vede il prof presente in classe mentre fa lezione ma all'ultimo banco la mano di una studentessa è intenta in tutt'altra cosa che sfogliare libri.Dal video a scuola alla webcam il passo è breve. Marina ha 16 anni e da due si spoglia su skype in cambio di ricariche telefoniche. La prima volta rispose ad un annuncio su Facebook dal titolo eloquente: «Ragazze in vendita cercasi. Lavori sul web senza impegno». Con poco sforzo si guadagna soldi e l'apprezzamento dei coetanei. Almeno così pensa lei. «Questi ragazzi non conoscono i rischi rilevanti di un comportamento del genere - commenta il Garante della Privacy Francesco Pizzetti -. Devono essere consapevoli che un domani questi video potrebbero essere conosciuti dal datore di lavoro, dal padre del ragazzo con cui vorrebbero fidanzarsi o il fidanzato stesso. Dalla rete è difficile se non impossibile eliminare un documento. Ma ci sono anche problemi di carattere giuridico perché la pubblicazione sul web del video della compagna di classe può integrare reati di pornografia, di corruzione di minore eccetera dei quali si va a rispondere in Procura

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Studentessa prostituta per denaro: esce al cinema Student services (video)Un film per raccontare il fenomeno in costante crescita della prostituzione studentesca. Uscirà il prossimo 26 agosto, distribuito da Bolero, "Student services" di Emmanuelle Bercot, tratto da Mes cheres etudes, romanzo autobiografico della 19enne Laura D, che nel 2008 ha suscitato in Francia grande scalpore. Il libro è diventato un film Tv della Bercot prodotto da Canal+, premiato oltralpe dalla critica e dagli ascolti, che ora si sta anche guadagnando la distribuzione al cinema in vari Paesi.
D'altronde quanto la prostituzione studentesca, maschile e femminile, stia crescendo lo spiegano i numeri presentati oggi dopo la proiezione del film da Nicoletta Calizia di Telefono Azzurro: secondo un'indagine del 2006, in Francia si prostituiscono 40mila studenti su un totale di 2.2 milioni; in Italia un'inchiesta dello stesso anno di Studenti Magazine, ha attestato che un annuncio di 'incontri privati' su quattro è messo da uno studente; e stando a uno studio fatto in Germania quest'anno, un giovane tedesco su tre sarebbe pronto a vendersi per pagarsi le spese e il 4% di loro lo ha già fatto. Nel film, Laura (Deborah Francois) è una studentessa diciottenne come tante, con una famiglia e degli amici, che pur avendo un lavoro part-time, sprofonda in una situazione economica talmente grave, che una sera, per disperazione decide di rispondere ad un annuncio su Internet: 'Joe, 50 anni, cerca studentessa per momenti di tenerezza'. Cento euro l'ora''.
E' l'inizio di una spirale da cui sarà molto difficile uscire. ''Sembra siano migliaia in Francia le ragazze che ricorrono alla prostituzione. Laura dedica il suo libro a tutte le sue 'sorelle' che rimangono nell'ombra. Non spetta al film offrire una constatazione sociologica di un fenomeno che, certamente, merita di essere preso in considerazione, ma piuttosto l'obiettivo era di renderlo visibile, attraverso il ritratto di una di queste ragazze e della sua storia - spiega la regista nelle note di produzione -. In un'epoca in cui il corpo dovrebbe svegliarsi all'amore ma in cui, invece, per necessità, viene venduto in cambio di denaro''

 

 

Trailer Student Service




11:10 Scritto da: scaramouche41 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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